Prestazioni energetiche degli edifici

Risale al 7 febbraio del 2019 la pubblicazione della nuova normativa ufficiale riguardante le prestazioni energetiche degli edifici, la UNI/TS 11300-2:2019. In particolare tale regolamentazione serve ad individuare la categoria a cui appartiene un immobile in relazione al fabbisogno di energia primaria da sfruttare in vari ambiti nonché dei rendimenti in genere.

Rientrano nella normativa aspetti quali la necessità di climatizzazione, il bisogno di ricorrere ad acqua calda sanitaria, le modalità di produzione ed impiego della ventilazione o lo sfruttamento dell’illuminazione.

Esiste un parallelismo di fondo quindi con la precedente normativa risalente al 2014 e di cui la nuova legge sembra essere la naturale evoluzione.

Le innovazioni in materia di prestazioni energetiche

Le innovazioni introdotte dalla nuova normativa sono poco consistenti, vediamole nel dettaglio:
aspetti formali: per quanto riguarda gli aspetti formali tutto sommato non c’è tantissimo da dire: la nuova norma è stata accodata alle UNI/TS 11300 già pubblicate nel corso del 2016 ed il testo da informativo è ormai diventato a tutti gli effetti normativo
appendici: se è vero che sono state aggiunte delle note in calce relative al calcolo dei fabbisogni energetici di ogni ordine e grado, è anche vero che l’appendice E è stata definitivamente archiviata in quanto ormai obsoleta

Cosa cambia in pratica?

Le modifiche introdotte avranno un impatto minimo sul complesso di calcoli da effettuare prima di poter considerare un edificio a norma.

Esse entreranno in vigore soltanto trascorsi 90 giorni dalla data di emanazione del provvedimento e, per fortuna, non obbligheranno gli addetti ai lavori ad aggiornare i loro software o a sottoporre ad ulteriori verifiche i loro strumenti di calcolo.

Ad essere soggetta a revisioni sarà invece la normativa sulle prestazioni energetiche che in quest’occasione non è stata rinnovata più di tanto, ma semplicemente rivista a livello editoriale.