ventilazione meccanica controllata

I VMC, noti anche come impianti di ventilazione meccanica controllata, sembrano al giorno d’oggi aver conquistato definitivamente il settore dell’edilizia residenziale. Se in passato infatti il loro impiego era riscontrabile perlopiù in edifici pubblici ed in attività commerciali, complice sicuramente il risparmio energetico che questi dispositivi sono in grado di assicurare agli utenti, non è raro in epoca moderna doverli installare in immobili residenziali ad uso privato.

Un altro elemento che ha sicuramente contribuito a rendere questi impianti di aerazione forzata sempre più gettonati, è l’obbligo di rendere tutti gli stabili residenziali, a prescindere dalla destinazione d’uso, meno soggetti ad ammaloramenti interni, più salubri e sicuramente con costi più contenuti nella loro gestione energetica entro l’ormai prossimo 2020. Perché tanto interesse da parte della legge?

Semplicemente perché già a partire dal 1983 l’OMS ha dichiarato pubblicamente che il microclima residenziale o comunque presente sul posto di lavoro (quindi tutto l’insieme di condizioni ambientali dato dalla combinazione di parametri quali l’illuminazione, la salubrità e la qualità dell’aria, il tasso di umidità, la ventilazione ed i materiali utilizzati per la costruzione della struttura) può ritenersi il principale responsabile della comparsa del Sick Building Syndrome, una patologia nota anche come SBS o Sindrome da edificio malato.

VMC prezzi e installazione

Perché la ventilazione meccanica controllata, efficace soluzione al problema, possa funzionare al meglio e abbia un prezzo non eccessivo a carico del cliente è necessario rivolgersi a personale qualificato che riesca a bilanciare i benefici ottenibili grazie all’installazione dell’impianto VMC con la spesa elettrica destinata al suo funzionamento e, chiaramente, effettuare un’efficace politica manutentiva.

Oltre ai costi da valutare attentamente per un impianto VMC, è necessario poi dimensionare in maniera corretta tutto l’impianto, procedura eseguibile tenendo conto anche delle generiche condizioni ambientali dell’immobile residenziale (ad esempio: il tasso di umidità presente). Per tarare la potenza erogata dall’impianto si terranno quindi in considerazione anche il livello di calore da sviluppare ed eventualmente da riassorbire.

A questi parametri si aggiungerà infine anche la metratura dell’area trattata ed una valutazione di massima delle esigenze e delle abitudini dell’utente. I prezzi per un impianto di ventilazione meccanica controllata non possono essere quantificati con precisione, proprio perché rientrano in gioco tanti fattori che possono modificare anche in modo pesante il costo complessivo dell’impianto.

ventilazione meccanica controllata

Impianto di ventilazione meccanica controllata: conoscerlo meglio

Quando si parla di impianto di ventilazione meccanica controllata ci si riferisce ad un particolare impianto di ventilazione forzata, o aerazione forzata, pensato per garantire agli utenti non soltanto un costante ricambio dell’aria presente all’interno di un dato edificio, ma anche il pieno controllo sui volumi di immissione ed emissione della stessa.

In poche parole grazie all’installazione di questo impianto di aerazione sarà possibile garantire all’appartamento residenziale, ed a sé stessi, un buon ricambio d’aria filtrata e tutto ciò senza avere più l’assillo di tenere aperte o chiuse le finestre per un certo quantitativo di ore quotidiane.

Impianto di aerazione forzata: tipologia e prezzi

Il meccanismo in questione può funzionare basandosi su un impianto a flusso singolo o doppio. Queste due tipologie, sebbene efficienti e capaci di rendere gli ambienti più salubri, funzionano diversamente e presentano vantaggi e svantaggi intimamente legati alla loro natura. Approfondiamo quindi l’argomento.

Il flusso singolo

  • In questo caso l’intero meccanismo sopra descritto funziona grazie all’impiego di una sola unità ventilante. Chiaramente quest’ultima dovrà avere dimensioni adeguate agli ambienti a cui è destinato l’impianto di aerazione e, in particolare, sarà tarata in funzione della portata di aria necessaria perché l’utente tragga effettivo giovamento dal suo utilizzo (vedi precedenti specifiche).
  • Il VMC verrà quindi fissato a telai o cassoni di infissi ed avvolgibili e potrà lavorare in pressione o depressione al fine di rendere più salubre l’aria dell’appartamento o dell’ufficio. Il consiglio in questi casi è di optare per un impianto a flusso singolo che preveda l’installazione di un’unità di ventilazione destinata all’immissione di aria proveniente dagli esterni e di bocchette normali oppure igroregolabili (da installare sui serramenti e da lasciare funzionare grazie all’azione della sovrappressione) per l’espulsione di quella proveniente dagli interni.
  • Queste unità fisse se statiche hanno in genere anche un meccanismo pensato per la regolazione della portata d’aria che possa essere aprioristicamente disciplinato in funzione di altri dispositivi azionati abitualmente in casa (p.es. le cappe). Quando invece appartengono alla categoria delle unità dinamiche sono capaci di autoregolarsi in funzione dei vari cambiamenti verificatisi all’interno dello stabile (p.es. accensione e spegnimento della cappa). A queste varianti si aggiunge il modello igroregolabile, ossia capace di tarare in automatico il tasso di umidità dell’ambiente.
  • In generale la scelta di questi tipi di impianto di aerazione forzata offre la possibilità di filtrare al meglio i flussi d’aria esterna eliminando anche il problema relativo all’ingresso di agenti inquinanti e dei cattivi odori ed accelerando i meccanismi di bilanciamento tra interno ed esterno. Un VMC a flusso singolo è una buona scelta se si vuole risparmiare qualcosa all’atto dell’acquisto e della manutenzione e ben si presta tra l’altro alle esigenze di chi non ha molta dimestichezza con questo genere di prodotto, dispone di poco spazio ed ha tra l’altro un consumo energetico limitato.
  • Certo, optare per questo modello di impianto significa anche non usufruire dei vantaggi legati all’impiego di recuperatori di calore, cosa che incide sulla potenza necessaria ai sistemi di climatizzazione per svolgere efficacemente il loro lavoro. Questo impianto poi richiede una discreta portata d’aria, non permette di godere di alcun risparmio in termini di costi ed energetici e necessita in generale di più cure rispetto ad altre varianti.

I sistemi VMC doppio flusso

  • I sistemi di ventilazione meccanica controllata VMC a doppio flusso, non è difficile intuirlo, consentono di sfruttare l’azione di due ventole a loro volta dotate di meccanismo di recupero di calore. Esse quindi permettono all’utente di avere un maggior controllo sugli ingressi e le uscite di aria.
  • Prezzo VMC – Questi sistemi possono anche essere realizzati in maniera da centralizzare l’azione del dispositivo, soluzione che ovviamente incide positivamente sul costo di installazione e manutenzione, soprattutto se il congegno viene installato in luoghi quali i condomini.
  • Scegliere questa rispetto alla precedente soluzione offre enormi vantaggi: migliora infatti l’efficienza energetica dell’immobile residenziale grazie alla sopravvenuta possibilità di recuperare parte del calore generato, il controllo sull’impianto di scambio è maggiore, non si necessita di grossa portata d’aria e si ammortizzano in tempi brevissimi i costi di acquisto.
  • Chiaramente il sistema necessita però di spazi e potenza considerevoli e, all’atto dell’acquisto, di una discreta possibilità economica.

Sistemi per il recupero del calore: cosa bisogna sapere?

I recuperatori di calore, meccanismi atti come accennato in precedenza a non disperdere parte dell’energia termica generata e quindi a ridurre ulteriormente i costi di gestione di un immobile, possono dirsi autonomi (flussi incrociati, rotativi e termodinamici) o centralizzati (passivi). In questa sede ci interessa più che altro il recuperatore di calore a flusso incrociato.

Si tratta di un meccanismo statico che offre all’impianto di ventilazione meccanica controllata la possibilità di funzionare pur non muovendosi e di ridurre gli spazi necessari all’installazione (misura chiaramente proporzionata alla portata d’aria che si vuole ottenere e al recupero che la ditta produttrice intende garantire). Questo dispositivo ha mediamente una resa oscillante tra il 40% ed il 90%. Tale gap, oltre che dalla qualità intrinseca del prodotto, dipende anche dallo sfruttamento o meno dei flussi d’aria in controcorrente.

I VMC contro muffa e umidità

Molte, come accennato in precedenza, possono essere le cause scatenanti dell’insalubrità dell’aria domestica. Tra esse un ruolo di primaria importanza hanno muffa e umidità (ma non sono certo da meno il radon, la formaldeide, i fumi di varia origine e natura, l’amianto e quant’altro). La loro presenza in casa o sul posto di lavoro può generare una lunga sequela di malattie più o meno gravi, effetto che può essere lenito se non addirittura debellato grazie all’impiego di un buon sistema di ventilazione meccanica controllata.

A tale scopo i VMC (ventilazione meccanica controllata) sono corredati da specifiche batterie filtranti in grado di bloccare all’esterno gli agenti inquinanti e patogeni o gli allergeni. L’impianto in sé poi basta in genere ad eliminare il problema muffa ed umidità dentro lo stabile. Va comunque specificato che ad un maggior filtraggio corrisponde una maggiore perdita di carico e, conseguentemente, un accresciuto livello di potenza richiesto che ricerca anche una puntuale politica di manutenzione. Ma il problema non sempre è di così facile risoluzione.

A volte, soprattutto in corrispondenza di ponti termici e a seguito di interventi di riqualificazione, le muffe sembrano stranamente moltiplicarsi. Ciò accade a causa dell’innalzamento del livello di umidità dovuto nella maggior parte dei casi ad abitudini sbagliate o ai serramenti. In queste circostanze servono quindi dei VMC dedicati installati su pareti perimetrali.

Ventilazione meccanica controllata, costi energetici e valore immobiliare

Non tutti forse sanno che di recente le leggi italiane in materia di edilizia hanno puntato parecchio sul recupero energetico. I privati quindi sono stati in qualche modo invogliati a sostituire gli infissi, a mandare in pensione vecchi sistemi di riscaldamento e refrigerazione o a tenere sotto controllo i costi energetici dell’immobile. Quando tutti questi parametri che incidono sui costi vengono adeguatamente tenuti sotto controllo, la classe di efficienza energetica di uno stabile sale sempre di più sino a raggiungere livelli massimi.

Chiaramente uno stabile che non richieda l’utilizzo costante di termosifoni, di impianti di refrigerazione nonché di fonti energetiche preziose, inquinanti o non rinnovabili, è anche un immobile efficiente e rispettoso della natura che, tanto dal punto di vista della mera rendita monetaria quanto da altri punti di vista più generici assume un valore maggiore. Perché ciò avvenga i sistemi di ventilazione meccanica controllata con recuperatore di calore sono pressoché indispensabili.

Il sistema Gemini per la ventilazione meccanica controllata

Il miglior sistema di ventilazione forzata presente sul mecato è Gemini, commercializzato da Tecnova Group. Il sistema di aerazione per la casa Gemini è un’unità di ventilazione controllata ad incasso che garantisce il ricambio d’aria e contemporaneamente il recupero di calore, evitando così ogni dispersione del calore.

Gemini funziona così

Gemini permette all’aria che è all’interno degli edifici di circolare e di rinnovarsi scambiandosi con l’aria che è all’esterno. In questo modo l’aria interna viziata viene espulsa e contemporaneamente l’aria esterna viene prelevata ed immessa all’interno dell’edificio. Questo scambio avviene con recupero di calore interno per non perdere il grado di efficienza energetica e di isolamento termico.

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Gemini